03/01/2011
Touches pas à momolepédo!
Au Pakistan, 2010 s'est achevée sur une note inquiétante pour la liberté religieuse. Vendredi, à l'appel des partis islamiques, une grève générale a paralysé le pays. Les religieux entendaient protester contre un éventuel amendement de la loi anti-blasphème, qui permet de condamner à des années de prison, voire à la peine de mort, tout citoyen suspecté d'avoir insulté le coran ou le "prophète" mahomet.
Emblème de ces véritables persécutions qui touchent d'abord les minorités religieuses, la Chrétienne Asia Bibi, condamnée à mort pour avoir "insulté" le nom du "prophète". Elle se trouve toujours en prison et n'a pas du tout été graciée, comme certains l'avaient laissé entendre. Son mari et ses cinq enfants se cachent depuis qu'Asia a fait appel de la sentence prononcée par la Cour de justice d'une petite localité proche de Lahore, la capitale du Pendjab pakistanais. Il a peur des représailles.
Reste que de nombreux musulmans souffrent aussi de cette loi anti-blasphème. La communauté des Ahmadis est carrément traitée en paria ; la minorité chiite est régulièrement la cible de violences des Sunnites. Ce qui n'arrange rien, Hakimullah Mehsud, le chef des talibans pakistanais (TTP, Mouvement des talibans du Pakistan) a, de son côté, juré de "décimer" la communauté chiite dans le pays.
Vendredi 31 décembre, croyant pouvoir enrayer le mouvement de protestation des partis islamiques, espérant peut-être aussi amadouer les talibans, le gouvernement d'Islamabad a répété haut et fort qu'il n'était nullement question d'amender la loi anti-blasphème entrée en vigueur sous le régime du dictateur militaire Zia-ul-Haq, en 1986. Inquiétant, juge le quotidien The News, affirmant que si le parti du clan Bhutto actuellement au pouvoir n'ose pas s'attaquer à un tel tabou, il y a bien peu de chances que d'autres en aient le courage.
Le PPP (le parti du président Asif Ali Zardari) a peur de voir voler une coalition gouvernementale qui ne tient déjà qu'à un fil, relève notamment l'éditorialiste de The News.
www.figaro.fr
16:59 | Lien permanent | Commentaires (0)
No all'islamizzazione d'Italia
Abdel Hamid Al Shaari, presidente della moschea di viale Jenner a Milano, il cui imam Abu Imad è stato condannato per aver praticato il lavaggio di cervello ai fedeli trasformandoli in terroristi suicidi islamici che si sono fatti esplodere in Iraq massacrando decine di innocenti, ha annunciato che parteciperà alle prossime elezioni comunali con la lista “Milano nuova” promossa dalla stessa moschea di viale Jenner. Shaari ha rassicurato che “non sarà una lista islamica ma laica”, che “non sarà contro gli italiani anzi contiamo di avere con noi degli italiani”.
A Shaari rispondiamo che se la democrazia in Italia dovesse consentire la partecipazione alle elezioni ai burattinai del terrorismo, significherebbe che la nostra democrazia è già stata violata e sconfitta. Che se la laicità dovesse accogliere nel suo seno gli integralisti, i radicali e i terroristi islamici che predicano l’odio, la violenza e la morte, significherebbe che la nostra laicità è già stata snaturata e uccisa. Che se ci fossero degli italiani pronti ad allearsi con i loro aspiranti carnefici, significherebbe che questi italiani sono tal punto succubi all’ideologia dell’islamicamente corretti da essere di fatto morti dentro svendendo la loro dignità e rinunciando alla loro libertà.
A Shaari assicuro che noi Protagonisti di “Io amo l’Italia” ci opporremo alla presenza e all’attività di qualsiasi lista islamica, anche sotto mentite spoglie, a Milano e ovunque in Italia. Noi siamo il fronte di prima linea a difesa di un’Italia che concepiamo come fondata sulle radici giudaico-cristiane, sulla fede nei valori non negoziabili e sulla certezza delle regole; un’Italia che coltiva una democrazia sostanziale non formale dove non vi può essere spazio per chi crede in un’ideologia islamica tirannica; un’Italia che è autenticamente laica e pertanto non ha nulla a che fare con chi seppur cinicamente aspira ad imporci uno stato islamico che rinnega la laicità; un’Italia che consta di una comunità di persone perbene e di buona volontà che non hanno paura dell’arbitrio e della violenza degli islamici e sono orgogliosi di essere pienamente italiani a casa propria.
“Io amo l’Italia” dice “no” alla lista islamica a Milano; no allo sdoganamento dei burattinai del terrorismo islamico di viale Jenner; no alla sottomissione all’ideologia dell’islamicamente corretto che fa immaginare persino al cardinale Tettamanzi che si debba consentite la creazione di una mega-moschea a Milano. Al tempo stesso diciamo “sì” ai musulmani perbene e di buona volontà che rispettano la Costituzione e le leggi italiane, che condividono i valori non negoziabili della sacralità della vita, la dignità della persona e la libertà di scelta, che operano per la costruzione dell’Italia delle regole che si sostanziano di diritti e doveri che garantiscono ma al tempo stesso vincolano tutti indistintamente, senza discriminare nessuno.
Magdi Cristiano Allam
16:44 | Lien permanent | Commentaires (0)
La religione del beduino pedofilo uccide ancora
Un saluto al 2010, «l'anno migliore della mia vita», e un pensiero carico di entusiasmo per i «tanti desideri» da realizzare nel 2011. Maryam Fekry i suoi desideri, le sue speranze le aveva scritte fu Facebook pochi minuti prima di andare in chiesa per la messa di mezzanotte. Maryam, Mariouma per gli amici di Facebook, 22 anni, a messa è andata nella chiesa copta dei Santi Marco e Pietro, ad Alessandria d'Egitto. A casa, continuai i suoi post non c'è più tornata. Mariouma è una delle 21 vittime della strage di Capodanno.
«Il 2010 è ormai passato - questo il messaggio scritto da Maryam - Quest'anno porta con sé i migliori ricordi della mia vita. Spero che il 2011 sia ancora meglio. Ho così tanti desideri per il 2011. Per favore, Dio, stammi vicino e aiutami a realizzarli». Nella pagina di Facebook una giovane donna, abbigliata elegantemente con un vestito di seta salmone e una rosa tra i capelli. Ora sotto ci sono decine e decine di saluti pieni di commozione: «non ti dimenticheremo mai, sei un angelo», scrive una donna. «La gente muore a causa dell'odio. Non riesco ancora a crederci. Sarai sempre nel nostro cuore», afferma un'altra ragazza. La sua testimonianza è divenuta simbolo del martirio dei copti in Egitto. Molti siti e forum copti riproducono le sue parole mentre su Youtube circola un video con le sue foto.
www.corriere.it
16:35 | Lien permanent | Commentaires (0)