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20/07/2017

Voici ce que l'islam va faire de notre civilisation

https://www.youtube.com/watch?v=v6dvcjmD8iY

Notez: le bris des croix et la profanation des tombes avec dispersion des ossements

Hier l'Algérie

Demain l'Europe

Isabella ritornaaaa!!

La cattedrale di Cordoba è uno dei simboli della "reconquista" spagnola ai danni dell'islam.

 

 
 
Kate a perdu 20 kilos en 30j!
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Éthylotest Obligatoire, Êtes-vous Équipé?
La Police débute les vérifications d'éthylotests dans les voitures
 
 
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Una sorta di monumento ai combattenti che strapparono l'Andalusia ai musulmani, riconsegnandola alla loro origine cristiana. A breve questo simbolo potrebbe essere trasformato da Chiesa in centro interconfessionale, riaprendo le porte all'islam.

Andiamo con ordine. La cattedrale di Cordoba attualmente si chiama "Immacolata concezione della Vergine Maria". Nome cattolicissimo, come normale. Ma prima della "reconquista" era una moschea islamica e infatti la conformazione architettonica è tipica di un luogo di culto musulmano, se si escludono le aggiunte cristiane volute nel 1236 da Ferdinando III. Non è un caso dunque che i musulmani da tempo chiedano la "restituzione" del luogo di culto eretto da Abd al-Rahman I. Anche se, come spiega Libero, in realtà prima della moschea sullo stesso luogo sorgeva la chiesa di San Vincenzo (del VII secolo), che gli islamici distrussero una volta conquistata la Spagna.

Gli islamici continuano a fare pressioni per ripendersi la cattedrale dell'Immacolata Concezione. "Dalla loro hanno perfino l’Onu - scrive Libero - che inserendola nella lista dei patrimoni mondiali dell’umanità dell’Unesco, non l’ha mica chiamata col giusto nome, bensì 'Grande moschea di Cordova'". Per l'ente delle Nazioni Unite la Cattedrale appartiene a "tutti i cittadini del mondo, appartenenti a qualsiasi epoca, indipendentemente dalla loro nazione, cultura o razza". E così il governo andaluso ha ben pensato di creare una commissione per "tenere fede" alla definizione data dall'Unesco. In che modo? L'idea è quella di trasformarla in un luogo di culto per tutte le religioni, permettendo dopo 800 anni agli imam di guidare le preghiere ad Allah in quella che era il simbolo della liberazione dell'Europa dal giogo islamico. E secondo Carlos Echevarría, esperto di jihadismo in Spagna, in questo modo non solo si fa un assit al raficalismo islamico, ma la Cattedrale "diverrebbe meta di pellegrinaggio per tutti quegli islamici che credono che l’Andalusia sia roba loro".

FONTE:www.ilgiornale.it

26/06/2017

Come muore Firenze

La culla del Rinascimento in mano alla "setta del pedofilo assassino della Mecca", con la complicità del PD

Cinquemila anti occidentali, anti cristiani, anti ebrei, anti politeisti, anti omosessuali, anti femministi, anti libertari...... si riuniscono per festeggiare la fine del digiuno forzato ed obbligatorio (anche per gli infedeli in terra maomettana)

Notare l'ipocrisia della colletta per la moschea ed il cimitero ( certo i veri credenti non si mischiano con gli altri, da bravi razzisti, sono separati da vivi e da morti)

In realtà i soldi verranno dall'Arabia Saudita (Daech) e dal Quatar (Fratelli Musulmani)

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24/06/2017

Mal nommer les choses c'est ajouter au malheur du Monde (Camus)

Voici tout ce que Info Intox Régime U.E. n'ose pas dire depuis des décennies

Infos Allemagne1.mp4

09/06/2017

L'équipe du pédofile de la Mecque ne respecte pas la minute de silence

Click Australia vs Saudi Arabia

L'équipe officielle du Pays de Satan snobe la minute de silence

L'islam n'a rien a voir avec la violence, on vous l'a assez dit!

 

23/05/2017

Uccisa in nome di un pedofilo chiamato Maometto

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Nata in un Paese libero, che accoglie i "perseguitati", li nutre, li alloggia, li istruisce

Gli stessi che restano seguaci di una setta satanica che esalta l'oppressione et la morte come regola di condotta 

Un cancro chiamato Islam, sola ideologia pretesa religiosa al mondo a legittimare il massacro degli innocenti

Riposa in pace piccolo angelo

17/05/2017

Apporto culturale arabo musulmano al Rinascimento

Firenze, 17 maggio 2017 - Aveva rapinato diverse turiste, prendendole a calci e schiaffi o trascinandole a terra per rubare la borsa. Ma una di loro è riuscita a incastrarlo, dopo aver afferrato la felpa che l'uomo aveva indossato in quello e in altri due colpi. E' da qui che la polizia ha incastrato un 37enne marocchino, Hasi Hamza. Una delle rapine è stata ripresa da una telecamera di sicurezza. Siamo in centro a Firenze, in Borgo San Lorenzo. La turista sta rincasando di notte: mentre entra nel portone l'uomo le strappa la borsa e la fa cadere. Inizia una colluttazione in cui viene coinvolta anche l'amica della donna, che prova a raggiungere l'uomo. Scene di violenza, con la donna derubata che, dolorante, rientra in casa per poi chiamare la polizia. Questa aggressione accadde nella notte tra il 12 e il 13 gennaio di quest'anno. L'uomo porta via un Iphone alla donna. Con l'opzione "trova il mio Iphone" la derubata mostra agli agenti dove si trova il malvivente, che quindi viene bloccato e arrestato.

FONTE www.nazione.it

 

Il seguito proviamo ad immaginarlo....

Il Magistrato lo sgrida: "Cattivone non farlo piu! Vai torna dai tuoi cari!"

 

16/05/2017

I Sauditi provano a comprare Trump

Come si cambia la politica di una superpotenza come gli Stati Uniti? Semplice: si compra quella vecchia e se ne vende una nuova. Dev’essere quello che si sono detti quei furboni della casa reale dell’Arabia Saudita, che non vedono l’ora di ricevere Donald Trump che, proprio come fece Barack Obama, ha scelto Ryad come destinazione del suo primo viaggio presidenziale fuori dai confini americani.

Si sa quali siano oggi i problemi dei Saud. Il ribasso del prezzo del petrolio, che li ha spinti prima a concordare con i russi un consistente taglio alla produzione e poi a prorogarlo fino al marzo 2018. Il conseguente enorme deficit pubblico (53 miiardi nel 2016) e l’inevitabile sforbiciata alla spesa con il taglio dei salari dei dipendenti pubblici, che purtroppo sono circa il 70% delle persone occupate nel regno. La guerra nello Yemen, dove due anni di mano libera e di silenzio internazionale non hanno impedito alle forze armate saudite di impantanarsi in una serie di stragi senza scopo e senza senso.

 

Ma il primo e vero incubo dei sauditi, almeno per qualche  settimana, è stato l’arrivo sulla scena politica di Donald Trump, il candidato che per tutta la campagna elettorale aveva promesso di cambiare la politica estera degli Stati Uniti, dal 1945 imperniata, in Medio Oriente, sull’asse proprio con l’Arabia Saudita. Incubo ancor più pressante perché proprio Trump e il Partito repubblicano (oltre a una bella porzione di congressisti democratici) avevano spinto perché fosse approvato il JASTA (Justice against Sponsors of Terrorism Act), la legge che consente ai parenti di vittime di atti terroristici di far causa ai Paesi ritenuti corresponsabili di quegli atti. Una legge che pare fatta apposta per chiedere risarcimenti ai sauditi per l’11 settembre 2001, l’opportunità per una gigantesca class action che ha già trovato l’adesione di 800 parenti dei 2.996 morti di quel giorno.

Pensa e ripensa, re Salman e i suoi sembrano aver trovato le contromisure. Già ammorbidito dalle ganasce del cosiddetto Russiagate lasciatogli in eredità da Barack Obama, l’uomo d’affari Trump è stato preso all’amo con una di quelle offerte che, come diceva il Padrino Corleone di Franci Ford Coppola, non puoi proprio rifiutare.

Qualche giorno fa dalla Casa Bianca è trapelata la voce che il viaggio a Ryad servirà per siglare una colossale (l’ennesima) vendita di armi americane all’Arabia Saudita. Si parla di materiali per un valore di 100 miliardi di dollari secchi, destinati però a diventare 300 nei prossimi dieci anni grazie ai contratti di assistenza e manutenzione. Possiamo immaginare la gioia dei bambini yemeniti, regolarmente presi di mira dai caccia sauditi. E anche quella dei civili siriani e iracheni, visto che i sauditi, come peraltro fanno da anni, gireranno parte di quelle armi agli sgherri dell’Isis e di Al Nusra di cui sono grandi finanziatori e protettori.

Ma non basta. Per andare sul sicuro, i sauditi dovrebbero anche annunciare di voler investire 40 miliardi di dollari nel programma di ammodernamento delle infrastrutture Usa (porti, aeroporti, autostrade…) che è stato uno dei capisaldi del programma elettorale di Donald Trump. Anche in questo caso, i 40 miliardi sono la somma da spendere subito, perché il valore degli investimenti, diretti e indiretti, dovrebbe salire a 200 miliardi nel giro di quattro anni.

Questa seconda mossa saudita è particolarmente astuta. Donald Trump, infatti, aveva annunciato durante la campagna elettorale di voler investire un trilione di dollari nel “restauro” delle infrastrutture, aggiungendo però di volerne spendere “solo” 200 milioni di denaro pubblico, raccogliendo tutto il resto da investitori privati.

Ottimo proposito, assai più facile da annunciare sulla carta che da realizzare nella pratica. Soprattutto per un Presidente che ha avuto un esordio così discusso e travagliato e che è apertamente boicottato da una parte della struttura federale di governo del Paese. L’apertura di credito dei sauditi può servire da apripista, da esempio per altri grandi investitori istituzionali

 

Certo, il premio Nobel per la Pace Barack Obama fece la stessa cosa, e la sua presidenza ha il record assoluto per le vendite di armi all’Arabia Saudita. Ma questa non è una consolazione. È solo la dimostrazione che l’Occidente, per un po’ di soldi, continua a vedere l’anima a coloro dei quali la stessa Hillary Clinton scrisse (senza sapere che Wikileaks avrebbe pubblicato) che sono “i principali sostenitori del terrorismo sunnita nel mondo”.

FONTE www.ilgiornale.it

27/04/2017

Voici la carte de la liberté (de la presse)

Aucun Pays arabo musulman ne dépasse le seuil noir (le plus grave) ou rouge (juste en dessus)

Mais il parait que toutes les cultures se valent...

Il parait.....

Un peu d'islamisation ne peut que nous faire du bien!

Source: reporters sans frontières

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14/04/2017

Le projet totalitaire islamique resumé en 10 min

https://youtu.be/2JOo-EaDmKk

Bien entendu des gens comme Alexandre del Valle ne sont QUASIMENT JAMAIS invités par les chaines du REGIME de la BIENPENSANCE  (France Télévision, TF1, BFM,.....