Ok

En poursuivant votre navigation sur ce site, vous acceptez l'utilisation de cookies. Ces derniers assurent le bon fonctionnement de nos services. En savoir plus.

14/03/2022

Se l'Ucraina resiste non è grazie a l'Italia e neppure alla Francia

Le operazioni belliche in Ucraina sono mutate nel corso dell'operazione militare: se in un primo momento gli scontri hanno riguardato prettamente reparti a livello di brigata (su entrambi i fronti), ora stiamo assistendo a una mutazione da parte ucraina con l'utilizzo collaterale di piccoli gruppi (livello plotone/compagnia) che sfruttano tattiche di guerriglia, con imboscate e attacchi “mordi e fuggi” concentrati sia sulle colonne meccanizzate e corazzate russe, sia sulle vitali linee di rifornimento.

Queste formazioni mobili, perlopiù appiedate ma anche utilizzanti veicoli da trasporto truppe di vario tipo, sono armate principalmente di tutta una serie di sistemi anticarro: dal Javelin, allo NLAW, passando per quelli di fabbricazione locale tipo Stugna-P/Skiff, di fabbricazione russa/sovietica e per i classici RPG (Rocket Propelled Grenade) e Panzerfaust.

Gli Stati Uniti hanno fornito all'Ucraina i missili anticarro Javelin, definiti in gergo tecnico militare ATGM (Anti Tank Ground Missile) così come gli NLAW, già tempo: alla fine del 2017, l'amministrazione Trump aveva approvato quella che allora era la più grande fornitura di armi che comprendeva anche 210 esemplari e 35 lanciatori di questo missile. Kiev ha quindi avuto tutto il tempo necessario per addestrare le sue truppe all'utilizzo di questo formidabile sistema d'arma.

I Javelin, o FGM-148, sono entrati in servizio nel 1996 e attualmente sono considerati uno dei più avanzati sistemi di missili guidati anticarro portatili al mondo insieme agli Spike israeliani. Possono distruggere qualsiasi MBT attualmente in servizio e sono in grado di colpire anche elicotteri in volo a bassa quota. Il missile è spalleggiabile ma può anche essere installato su treppiede e utilizza la tecnologia fire and forget (lancia e dimentica). Il Javelin è stato montato anche sui veicoli da combattimento Bradley M3 in sostituzione dei TOW. Per lanciare un Javelin occorrono due persone, al contrario del più semplice NLAW, e il corpo del sistema di lancio, la Command Launch Unit (CLU) è riutilizzabile, mentre il tubo di lancio è monouso. Può funzionare di notte e con qualsiasi condizione atmosferica. Anche il Javelin, come l’Atgm di fabbricazione anglosvedese, ha modalità di attacco doppia: può colpire il suo bersaglio direttamente, sulla fiancata, oppure dall'alto per andare a centrare un MBT nella torretta che rappresenta la sua parte più vulnerabile. Per questo alcuni tank russi visti sul fronte ucraino hanno montato una “gabbia”, come una tettoia, sulla torretta, in modo da causare l'esplosione della testata a carica cava di questi ATGM lontano dalla superficie del carro. La sua gittata massima è di 2500 metri ma recentemente il produttore, Raytheon, ha sviluppato una versione con una portata di 4750.

Le immagini che ci giungono dal fronte, sebbene rientranti nella propaganda di guerra dei belligeranti, sono però oggettivamente valide per stabilire l'efficacia di NLAW e Javelin, che hanno messo fuori combattimento tutti gli MBT colpiti utilizzati dai russi nel conflitto: dai T-72 ai T-90, anche a discapito della “gabbia” protettiva montata

Non sappiamo esattamente quanti Javelin siano stati forniti in questi mesi all'Ucraina, ma i voli di rifornimento sono stati parecchi. Possiamo però dare alcune stime inerenti gli altri ATGM. Il Regno Unito avrebbe consegnato circa 2mila NLAW, mentre la Germania mille Panzerfaust 3, la Danimarca 2700 M72 ECLAW (Enhanced Capability Light Antitank Weapon), si ritiene che la Svezia possa aver inviato, o sia in procinto di farlo, 5mila Pansarskott M/86, variante dell'AT4 dell'esercito svedese, a questi si sono aggiunti Norvegia, Belgio, Australia, Canada e Finlandia.

 

Fonte: www.ilgiornale.it

ONORE AL VALOROSO POPOLO UCRAINO CONTRO IL NAZICOMUNISMO PUTINIANO

03/03/2022

Ha resistito ai nazisti.... ed anche a Putin

Capture d’écran 2022-03-03 123732.jpg

02/03/2022

Putin, il KGBista denazificatore che distrugge il mausoleo degli Ebrei

Prosegue senza soste l'attacco russo all'Ucraina. Kiev non vuole arrendersi, resiste con tutte le sue forze. E continua a lanciare richieste di aiuto sempre più disperate. I russi con la loro invasione stanno cercando di "cancellare l’Ucraina, il Paese, la sua storia", ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un discorso in diretta tv. "Per molta gente in Russia la nostra Kiev è completamente straniera - ha aggiunto -. Loro non sanno nulla della nostra capitale, né della nostra storia. Ma hanno ricevuto l’ordine di cancellare la nostra storia. Di cancellare il nostro Paese. Di cancellarci tutti".

Zelensky ha poi rivolto un accorato appello agli ebrei sparsi in tutto il mondo: "Non vedete quello che sta succedendo? Per questo è importante che milioni di ebrei in tutto il mondo non restino in silenzio proprio ora", ricordando che "il nazismo è nato nel silenzio. Gridate la morte dei civili. Gridate per la morte degli ucraini". Nella giornata di ieri un razzo russo ha colpito la torre della tv a Kiev, danneggiando anche il memoriale della Shoah di Babyn Yar, che ricorda l’eccidio nazista di oltre 33mila ebrei avvenuto il 29 e 30 settembre 1941. Questo attacco ad un luogo simbolo dell'Olocausto ha suscitato sdegno in Israele: lo scorso ottobre il presidente israeliano Isaac Herzog aveva visitato Babyn Yar nell’ottantesimo anniversario del massacro, pronunciando un discorso alla presenza di Zelensky. I media israeliani hanno rilanciato le parole del capo dello staff di Zelensky: "Queste canaglie uccidono la vittime dell’Olocausto per la seconda volta". Il ministro degli Esteri Yair Lapid, figlio di un sopravvissuto alla Shoah, che ha condannato "il danneggiamento del cimitero ebraico vicino al memoriale" e ha lanciato un appello "affinché la santità del luogo venga rispettata".

FONTE: www.ilgiornale.it

I ceceni di Putin contro la democrazia

Un commando di ceceni era stato inviato in Ucraina per uccidere Volodymyr Zelensky e i suoi più stretti collaboratori. Gli uomini, facenti capo a Ramzan Kadyrov, avrebbero dovuto "liquidare fisicamente" il presidente ucraino e il resto del governo. Abbiamo usato il condizionale perché, a quanto pare, il gruppo di assalitori sarebbe stato "neutralizzato".

La notizia è stata riportata dal sito del giornale Ukrayinska Pravda che, citando fonti dell'intelligence ucraina, ha ricostruito quanto accaduto. Nei primi giorni di febbraio, Vladimir Putin avrebbe incaricato il leader ceceno Kadyrov di infiltrare le sue forze a Kiev con il fine ultimo di fare "il lavoro più sporco". In altre parole, il commando era stato incaricato di uccidere Zelensky e decapitare la leadership politica dell'Ucraina. Non solo la missione sarebbe fallita, ma il commando avrebbe subito anche pesanti perdite in un combattimento avvenuto lo scorso 26 febbraio non lontano dall'aeroporto di Gostomel, nei pressi della capitale ucraina.

I servizi segreti ucraini hanno affermato inoltre che l'azione è stata possibile grazie a una "soffiata" arrivata da una fonte anonima. Questa fonte si sarebbe spacciata per un "ufficiale dei servizi di sicurezza russi" contrario alla guerra. Il suo intento, sempre secondo il racconto del giornale, sarebbe stato quello di impedire l'uccisione di Zelensky. Sembrerebbe che durante l'attacco delle forze ucraine sia rimasto ucciso un comandante delle forze cecene, Magomed Tushaev, vicino a Kadyrov.

La notizia è ancora frammentata e le indiscrezioni si sussegiono. Il Mirror, ad esempio, ha riportato le dichiarazioni di Oleksiy Danilov, segretario del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale di Kiev. Danilov, durante un discorso televisivo all'emittente Ukraine 24, ha affermato che l'unità giunta in Ucraina per uccidere Zelensy "è stata eliminata". La squadra, come anticipato, sarebbe stata inviata nell'ex nazione sovietica dal suddetto Ramzan Kadyrov, leader della regione russa della Cecenia nonché alleato del presidente Putin.

Non sappiamo se le fonti di intelligence citate dall'Ukrayinska Pravda siano in realtà assimilabili allo stesso Danilov. Le frasi di quest'ultimo coincidono però, in tutto e per tutto, con la versione fornita dal sito ucraino. "Siamo già a conoscenza dell'operazione speciale che doveva essere eseguita dall'unità delle forze di Kadyrov. Abbiamo ricevuto informazioni da rappresentanti del Servizio di sicurezza federale russo che non vogliono prendervi parte guerra sanguinosa. L'unità delle forze di Kadyrov, venuta per uccidere il nostro presidente, è stata eliminata", avrebbe detto Danilov.

Sempre secondo il segretario Danilov, un primo gruppo di ceceni sarebbe stato preso di mira a Hostomel, mentre un altro gruppo sarebbe attualmente tenuto sotto tiro. "Non daremo il nostro Presidente o il nostro Paese a nessuno", ha concluso lo stesso Danilov. Secondo il sito Al Arabiya, infine, Kadyrov in persona avrebbe dichiarato che alcuni ceceni sarebbero rimasti uccisi durante le operazioni militari in Ucraina. Operazioni nelle quali i suoi uomini "avevano un ordine per ridurre al minimo le perdite tra la popolazione civile dell'Ucraina". "Purtroppo ci sono già perdite tra i nativi della Repubblica cecena. Due sono morti, altri sei sono rimasti feriti in misura diversa", avrebbe detto Kadyrov su Telegram.

Un commando di ceceni era stato inviato in Ucraina per uccidere Volodymyr Zelensky e i suoi più stretti collaboratori. Gli uomini, facenti capo a Ramzan Kadyrov, avrebbero dovuto "liquidare fisicamente" il presidente ucraino e il resto del governo. Abbiamo usato il condizionale perché, a quanto pare, il gruppo di assalitori sarebbe stato "neutralizzato".

La notizia è stata riportata dal sito del giornale Ukrayinska Pravda che, citando fonti dell'intelligence ucraina, ha ricostruito quanto accaduto. Nei primi giorni di febbraio, Vladimir Putin avrebbe incaricato il leader ceceno Kadyrov di infiltrare le sue forze a Kiev con il fine ultimo di fare "il lavoro più sporco". In altre parole, il commando era stato incaricato di uccidere Zelensky e decapitare la leadership politica dell'Ucraina. Non solo la missione sarebbe fallita, ma il commando avrebbe subito anche pesanti perdite in un combattimento avvenuto lo scorso 26 febbraio non lontano dall'aeroporto di Gostomel, nei pressi della capitale ucraina

I servizi segreti ucraini hanno affermato inoltre che l'azione è stata possibile grazie a una "soffiata" arrivata da una fonte anonima. Questa fonte si sarebbe spacciata per un "ufficiale dei servizi di sicurezza russi" contrario alla guerra. Il suo intento, sempre secondo il racconto del giornale, sarebbe stato quello di impedire l'uccisione di Zelensky. Sembrerebbe che durante l'attacco delle forze ucraine sia rimasto ucciso un comandante delle forze cecene, Magomed Tushaev, vicino a Kadyrov.

La notizia è ancora frammentata e le indiscrezioni si sussegiono. Il Mirror, ad esempio, ha riportato le dichiarazioni di Oleksiy Danilov, segretario del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale di Kiev. Danilov, durante un discorso televisivo all'emittente Ukraine 24, ha affermato che l'unità giunta in Ucraina per uccidere Zelensy "è stata eliminata". La squadra, come anticipato, sarebbe stata inviata nell'ex nazione sovietica dal suddetto Ramzan Kadyrov, leader della regione russa della Cecenia nonché alleato del presidente Putin.

Non sappiamo se le fonti di intelligence citate dall'Ukrayinska Pravda siano in realtà assimilabili allo stesso Danilov. Le frasi di quest'ultimo coincidono però, in tutto e per tutto, con la versione fornita dal sito ucraino. "Siamo già a conoscenza dell'operazione speciale che doveva essere eseguita dall'unità delle forze di Kadyrov. Abbiamo ricevuto informazioni da rappresentanti del Servizio di sicurezza federale russo che non vogliono prendervi parte guerra sanguinosa. L'unità delle forze di Kadyrov, venuta per uccidere il nostro presidente, è stata eliminata", avrebbe detto Danilov.

Sempre secondo il segretario Danilov, un primo gruppo di ceceni sarebbe stato preso di mira a Hostomel, mentre un altro gruppo sarebbe attualmente tenuto sotto tiro. "Non daremo il nostro Presidente o il nostro Paese a nessuno", ha concluso lo stesso Danilov. Secondo il sito Al Arabiya, infine, Kadyrov in persona avrebbe dichiarato che alcuni ceceni sarebbero rimasti uccisi durante le operazioni militari in Ucraina. Operazioni nelle quali i suoi uomini "avevano un ordine per ridurre al minimo le perdite tra la popolazione civile dell'Ucraina". "Purtroppo ci sono già perdite tra i nativi della Repubblica cecena. Due sono morti, altri sei sono rimasti feriti in misura diversa", avrebbe detto Kadyrov su Telegram.

FONTE: www.ilgiornale.it

28/02/2022

Entre communistes on se comprend.......

Parti Communiste Chinois et (ex) KGB soviétique: La démocratie......voila l'ennemi!

Capture d’écran 2022-02-28 182542.jpg

Adhésion immédiate de l'Ukraine à l'UE !

Hors OTAN, Hors Schenghen

Il en va aussi de l'évolution démocratique de la Russie post PutineCapture d’écran 2022-02-28 182024.jpg

Chi combatte per il nazicomunista Putin? I tagliagole maomettani ceceni!

Tutta la merda viene a galla!

Il leader della Repubblica cecena Ramzan Kadyrov, di fronte a circa “10.000” uomini armati radunati nella capitale Groznyj, ha lanciato un “consiglio” al Presidente ucraino Zelensky: «Colgo l’occasione di dare un consiglio all’attuale Presidente ucraino Zelensky, che potrebbe anche diventare ex Presidente, affinché chiami il nostro Presidente, il comandante supremo Vladimir Putin, e chieda scusa». Non è dato sapere la data della realizzazione del video, che circola di fatto dopo la diffusione delle immagini dei soldati ceceni intenti a pregare in una foresta.

Capture d’écran 2022-02-28 174458.jpg

Putin: il comunista perde il pelo ma non il vizio

Capture d’écran 2022-02-28 173458.jpg

25/02/2022

Poutine attaque: entre pogrom anti sémite et defense du mythe soviétique

"Suite à la victoire de Volodymyr Zelensky aux élections présidentielles en Ukraine, le pays va devenir le seul au monde, avec Israël, à compter à la fois un président et un Premier ministre de religion juive.

Quand Zelensky sera intronisé président, son Premier ministre – au moins pour un certain temps et peut-être jusqu’aux élections parlementaires prévues plus tard cette année – sera Volodymyr Groysman, un homme politique juif, ancien maire de la ville de Vinnytsia.

Pour certains des critiques du président en place Petro Poroshenko, la victoire écrasante du comédien Zelensky, fils d’universitaires, âgé de 41 ans, avec un programme vague et sans expérience politique, n’était pas vraiment une surprise. Cela en raison d’un fort ressentiment concernant une persistance de la corruption sous Poroshenko, qui a pourtant été élu en 2014 sur un programme qui promettait de mener des actions pour lutter contre le problème

Ce qui était plus surprenant pour certains, en revanche, c’était de voir comment Zelensky a remporté les élections de manière si nette alors même que son héritage juif est bien connu en Ukraine – sa mère Rima est Juive et il a plaisanté là-dessus pendant sa campagne.

La Russie et d’autres voix critiques ont en effet affirmé que la société ukrainienne avait un sérieux problème d’antisémitisme.

Le Premier ministre ukrainien Volodymyr Groysman lors d’une rencontre avec des soutiens du président ukrainien Petro Poroshenko à Kiev, en Ukraine, le mardi 29 janvier 2019. (AP Photo/Efrem Lukatsky)

« Imaginez un Juif pur sang avec l’aspect d’un personnage de Sholom Aleichem qui remporte une écrasante victoire dans un pays où la glorification des criminels nazis est inscrite dans la loi », a écrit Avidgor Eskin, éditorialiste russe-israélien, dans une analyse publiée ce mois par l’agence de presse Regnum.

Dans cet éditorial sur Zelensky, Eskin a minimisé les accusations d’un antisémitisme très répandu en Ukraine, en considérant qu’une bonne partie de l’attention attribuée à ce problème avait pour origine les médias et la propagande en provenance de Russie – pays voisin qui se trouve toujours impliquée dans un conflit armé sur le territoire ukrainien.

La déclaration d’Eskin sur les lois ukrainiennes glorifiant les criminels nazis n’est néanmoins pas exacte, et la Russie n’est pas le seul pays à critiquer l’Ukraine concernant ce problème d’antisémitisme.

L’année dernière, le gouvernement israélien a désigné l’Ukraine comme un point régional problématique dans son rapport annuel sur l’antisémitisme.

« L’Ukraine constituait jusqu’alors une exception frappante en Europe de l’Est, avec une tendance à la baisse des incidents antisémites. Le nombre d’attaques antisémites a finalement doublé en Ukraine par rapport à l’année dernière et a dépassé le chiffre de tous les incidents cumulés et recensés sur l’ensemble de la région », notait-on dans le rapport. Les auteurs du rapport ont compté plus de 130 incidents antisémites en Ukraine en 2017, ont-ils déclaré.

L’année dernière également, plus de 50 membres du Congrès américain ont condamné une loi ukrainienne, affirmant qu’elle « glorifie des collaborateurs nazis » – allant donc plus loin que les lois polonaises polémiques qui limitent ce qui peut être dit sur la complicité de la Pologne pendant la Shoah.

Une lettre signée par les législateurs américains précisait : « Il est particulièrement troublant qu’une bonne partie de la glorification nazie en Ukraine soit soutenue par le gouvernement. » La lettre mentionnait des cérémonies, des gestes et des lois en l’honneur des dirigeants des milices UPA et OUN, qui ont combattues aux côtés de l’Allemagne nazie pendant la Deuxième guerre mondiale et dont les troupes ont participé à des atrocités contre les Juifs, notamment.

Le gouvernement de Poroshenko a fortement encouragé la glorification de ces soldats et de leurs dirigeants, les présentant comme combattants de la liberté ukrainienne. Le gouvernement a souligné que ces combattants avaient lutté aux côtés de l’Allemagne afin de s’opposer à l’Union soviétique.

Plusieurs villes à travers l’Ukraine portent le nom du collaborateur nazi Stepan Bandera qui, avant l’arrivée au pouvoir de Poroshenko, était ouvertement glorifié seulement dans l’ouest du pays.

Dans le même temps, dans la ville occidentale de Lviv, des nationalistes n’ont pas hésite à célébrer, avec la permission des autorités de la ville, l’anniversaire de la 14e division galicienne de la Waffen SS. Lors des événements organisés pour cet anniversaire, des parades d’hommes en uniformes nazis SS ont été organisées dans les rues.

Des telles manifestations auraient été impensables sous Viktor Yanukovych, le président corrompu destitué lors de la révolution de 2013, qui s’est terminée avec l’élection de Poroshenko. Prudent afin de ne pas s’aliéner son puissant voisin de l’est ainsi que les Russes ethniques vivant en Ukraine, Yanukovych était moins tolérant sur le nationalisme.

Sur ce sujet, Zelensky s’est contenté de dire qu’il n’était pas personnellement en faveur de la glorification de personnages tels que Bandera, qu’il a décrit comme « un héros pour certains Ukrainiens ». Il s’agissait d’une formule très réservée, en comparaison au soutien sans réserve apporté à Bandera par des officiels sous Poroshenko.

Des milliers de nationalistes ukrainiens défilent avec des torches à travers Kiev en l’honneur de Stephan Bandera, un rebelle anti-soviétique de la Deuxième guerre mondiale, le 1er janvier 2015. (Crédit photo: AFP/Genya Savilov)

La campagne présidentielle elle-même a été marquée par certains relents d’antisémitisme.

Dans certains cercles d’extrême droite, le travail de Zelesky à la télévision – il est comédien – pour une chaîne possédée par le milliardaire juif Igor Kolomoisky a été considéré comme la preuve de son appartenance à une « cabale juive ». Mais cela l’a aussi rendu populaire auprès d’autres nationalistes, qui appréciaient la réputation de fier patriote de Kolomoisky.

Le mois dernier, Alexander Paliy, analyste politique influent qui soutenait Poroshenko, a provoqué une polémique en écrivant sur Facebook que, malgré son respect pour les Juifs et certains Russes, « le président d’Ukraine devrait être Ukrainien et chrétien, comme la grande majorité des Ukrainiens ».

Des tels propos ont choqué la plupart des 300 000 Juifs d’Ukraine, dont les ancêtres ont souffert d’un antisémitisme meurtrier en Ukraine durant des siècles – avant, pendant et des décennies après la Shoah.

Le philosophe français Bernard-Henri Lévy a aussi fait référence à l’histoire sanglante des Juifs d’Ukraine dans un entretien avec Zelensky, publié plus tôt ce mois dans l’hebdomadaire Le Point.

« Son Judaïsme. C’est extraordinaire que le possible futur président du pays de la Shoah par balles et de Babi Yar soit un Juif assumé issu d’une famille de survivants de Kryvy Rih, à proximité de Dnipro – la terre des pogroms », a écrit BHL. « Cet enfant du post-modernisme est une nouvelle preuve que le virus de l’antisémitisme a été maîtrisé », a-t-il ajouté.

Sans renier son histoire juive, Zelensky a refusé de l’évoquer en longueur lors de l’interview, a précisé BHL. A ce sujet, il a répondu avec une formule d’auto-dérision typique en lui disant : « Le fait que je sois Juif se classe seulement en 20e position dans ma longue liste de défauts. »

Zelensky, dont la mère Rima est Juive, a su se faire apprécier du public ukrainien avec des blagues dans ce registre en tant que comédien vedette de « Serviteur du peuple » – un programme télévisé diffusé en prime-time dans lequel il a interprété un enseignant qui devient par la force des choses président d’Ukraine. Il a annoncé sa candidature en janvier et est devenu aussitôt favori de cette élection.

Volodymyr Zelensky, l’acteur et candidat ukrainien à la présidentielle, réagit après un débat à l’élection présidentielle au stade olympique de Kiev, en Ukraine, le 19 avril 2019. (AP Photo/Vadim Ghirda)

Cette popularité a permis à Zelensky à la fois de remporter la victoire avec un programme politique vague et de se distinguer de ses rivaux politiciens professionnels, avec leur propension à l’hyperbole et aux slogans nationalistes.

Par exemple, quand un journaliste lui a demandé comment il interagirait avec le président russe Vladimir Poutine, Zelensky, revenant à ses racines comiques, a déclaré : « Je lui parlerais à hauteur de regard. » Il s’agissait d’une référence au fait que lui et Poutine font au moins 8 centimètres de moins que Poroshenko, qui mesure 1,8 m.

L’opacité de Zelensky signifie que nous faisons face à un haut niveau d’incertitude, a déclaré Eduard Dolinsky, dirigeant du Comité ukrainien juif.

« Nous allons devoir attendre pour voir quel type de président sera Zelensky, a déclaré Dolinsky, qui a vivement critiqué certaines politiques de l’administration Poroshenko. Il est clair que la tentative de Poroshenko de séduire l’opinion publique avec le nationalisme a échoué. Les Ukrainiens ont affirmé une volonté de changement. Et je suis optimiste. »

SOURCE:https://fr.timesofisrael.com/zelensky-le-nouveau-presiden...

Alors définir l'Ukraine un Etat nazi alors que son Président et son Premier Ministre sont de confession juive.....ça révèle de la supercherie

 

09/02/2022

Taharrush gamea: encore une avancée majeure de la civilisation islamique

Article de la revue de sciences sociales Égypte/Monde arabe sur le rôle que peuvent jouer les hommes dans les mouvements égyptiens anti-harcèlement estime que les hommes qui participent à ces attaques cherchent en fait à rétablir ce qu'il voient comme l'ordre naturel des choses, en réaffirmant le contrat social patriarcal et en limitant le domaine des femmes à la sphère privée

CLICK   https://fr.wikipedia.org/wiki/Agression_sexuelle_de_masse