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14/10/2019

La presse turque salue le massacre d'Hevrin Khalaf

La presse turque, très majoritairement favorable à l’offensive en cours contre les forces kurdes des SDF (forces démocratiques syriennes) dans le nord de la Syrie, n’hésite pas à applaudir aussi l’exécution de civils. “À la suite d’une opération réussie, la secrétaire générale du Parti du Futur de la Syrie, liée au parti politique terroriste PYD, a été mise hors d’état de nuirese félicitait ainsi le quotidien islamo-nationaliste Yeni Safak.

Dimanche 13 octobre dans l’après-midi, le tweet et l’article du journal avaient été supprimés, mais des journaux turcs reprenaient toujours l’information sur le même ton : “L’organisation terroriste en état de choc : une de leurs responsables exécutés titrait encore le journal Yeni Akit.

Une référence à l’exécution, samedi 12 octobre de la femme politique kurde syrienne Hevrin Khalaf, membre du Parti du Futur de la Syrie. Sa voiture a été arrêtée sur une autoroute syrienne par des membres des milices pro-turques, qui l’ont tuée ainsi que son chauffeur. Une vidéo diffusée sur internet et authentifiée montre sa voiture criblée d’impact entourée d’hommes en armes et le corps du chauffeur mort à terre, on entend à l’arrière-plan une voix féminine attribuée à Hevrin Khalaf dire “c’est le chauffeur du parti”........

SOURCE www.courrierinternational.com

 

PS: il n'y a pas si longtemps les bobos progressistes plaidaient pour la Turquie dans l'UE

C'est déjà un énorme scandale qu'elle soit dans l'OTAN

Hevrin Khalaf : vittima dei turco sunniti

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QAMISHLI (Siria nord-orientale) - Sono andati quasi tutti i massimi esponenti politici e militari curdi ieri al suo funerale a Derek, un villaggio lungo il confine con l’Iraq. Nonostante la guerra, nonostante Rojava sia a rischio di essere sconfitta per sempre dall’esercito turco assieme ai suoi alleati tra le milizie sunnite siriane, alcune di esse in odore di qaedismo, non era possibile non renderle un ultimo saluto.

Così, la 35enne Hevrin Khalaf ha ricevuto l’estremo addio con tutti gli onori. La sua morte due giorni fa sulla strada tra Hasakah e Qamishli è stata una crudele cartina al tornasole di quanto l’intera regione sia destabilizzata e sull’orlo del collasso.

Curda, donna forte, attivista per la difesa dei diritti civili, impegnata a garantire i deboli. La conoscevano tutti tra Qamishli, Kobane e Raqqa. Aveva imparato l’inglese sin da giovanissima, era diventata ingegnere, quindi si era impegnata ad aiutare le donne. Amava la politica a tempo pieno. «Era sempre presente alle riunioni con le delegazioni straniere. Elegante, sobria, teneva rapporti diretti con i diplomatici americani ed europei», raccontano i suoi collaboratori.

I social media locali rivelano dettagli terrificanti, con foto crude. Secondo alcuni pare sia stata vittima di un’imboscata ben pianificata. Doveva partecipare a una riunione ad Hasakah con alcuni attivisti del suo nuovo partito, di cui era anche segretaria generale, il «Partito Siriano del Futuro». Ma la sua macchina è stata presa di mira a colpi di mitra. Assassinati subito l’autista e un suo collaboratore. Lei trascinata giù dalla vettura, forse violentata, prima di essere uccisa a pietrate. Una lapidazione vera e propria.

I curdi accusano le milizie arabe mercenarie di Ankara. I comandi turchi negano, affermano di non essere neppure arrivati così nel profondo di Rojava. Ma le cronache delle ultime ore provano il contrario. Ispirati dai turchi, i miliziani dell’Isis, i jihadisti arabi, lo stesso regime di Damasco, alzano la testa. I curdi sono sulla difensiva. Non si capisce più quali strade siano sicure e quali no. E nella terra di nessuno tutto diventa possibile. Anche assassinare una giovane donne innamorata della libertà e dei diritti umani.

FONTE : www.corriere.it

 

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Djihadisti sunniti al fianco delle truppe di Erdogan

 

PER APPROFONDIRE:

https://it.insideover.com/guerra/il-sangue-di-hevrin-khalaf-sulle-mani-dei-jihadisti-filo-turchi.html?utm_source=ilGiornale&utm_medium=article&utm_campaign=article_redirect