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23/08/2006

L'islam est xénophobe et raciste

Une preuve parmi des milliers?

Un forum mahométain où un fidèle de la secte interroge un "docteur de la foi" (rien que ça!!!):

 

Blog : q1908 : www.orientalement.com/q1908   envoyer ce blog à un ami Conserver momentanément ce blog
 Sujet proposé par N'tissem le 27/06/2006 à 21:25:58 vu 506 fois

France

 Les juifs nos ennemis ?

  Salam alikoum à tous !!

J'aimerais avoir qq renseignement en ce qui concerne les juifs. Faut-il les considerait comme nos ennemis et les exterminer comme certains le pretendre ou bien les considerais comme nos frères car il ne faut pas oublié que c'est 1 religion revelé par Dieu avant le christianisme et l'Islam (bien sur il faut suivre la dernière religion revelé par Allah en l'occurence l'Islam). Pour ma part je ne veux pas avoir de la haine pour qq car je pense que c'est n'est pas compatible avec la religion

Merçi d'avance pour vous reponse et qu'Allah vous garde !!!!


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 Réponse n°9139 de Abdallah le 28/06/2006 à 15:00:26

France

  salam aleykoum, toute personne qui n'accepte pas le message de notre prophète aleyhi salat wa salam est un mécréant, il ne peut donc pas etre considéré comme ton frère.
Mais cela ne veut pas dire que tu dois mal te comporter envers lui.
Prends pour modèle le prophète aleyhi salat wa salam et penche toi sur son comportement vis à vis des juifs, tu verras qu'il a fait du commerce avec eux, accepté des cadeaux d'eux, son armure a meme été promise à un juif, il a visité un juif mourrant...." (Fin de citation)

 

Fautes de grammaire mises à part , la culture étant incompatible avec l'islam, vous pouvez voir combien on est loin du message de fraternité universelle du christianisme.

Le fait de considérer que "tout mécréant n'est pas un frère" signifie qu'il est MOINS qu'un mahométain.

Il fait donc partie d'une SOUS-ESPECE, celle des MECREANTS, qui selon les circonstances et les rapports de force, doit être soit ignorée, soit combattue et soumise.

Notre grand docteur de la fausse foi aurait pu rappeler aussi ce comportement du faux-prophète envers les juifs:

"A l'issue de la « bataille du fossé », a lieu un épouvantable massacre de juifs. Depuis trois ans, le feu couvait entre juifs et musulmans de Médine.
Pendant le siège, la tribu juive des Qorayza a pris le parti des Mecquois. Le Prophète décide alors que les hommes de cette tribu seront décapités, les femmes et les enfants vendus, et leurs biens partagés pour les punir d'avoir souhaité la victoire des Infidèles. Dès le lendemain de la bataille, on fait creuser de grandes fosses dans le marché de Médine. On y mène les juifs ligotés, on les décapite un à un au bord des fosses, et on les y jette. Ils sont presque un millier."

Il est beau l'islam n'est-ce pas?

La xénophobie et le racisme mahométain se revèlent de manière toute naturelle dans le fait que JAMAIS, je dis bien JAMAIS, une organisation gouvernementale (ou non) de nature musulmane n'est venue en aide humanitaire à une population NON musulmane.

Tandis que toutes le autres cultures du monde civilisé s'entraident SANS DISTINCTION DE CROYANCE!

Etre islamophobe signifie croîre que tous les hommes et les femmes naissent égaux, en dépit des théories sanguinaires, sexistes, homophobes, xénophobes et racistes derivès d'un faux prophète analphabète et de ses disciples.

Lorsque la France serait devenue un califat islamique que deviendra-t-il des principes fondateurs de la République ?

LIBERTE (sharia)

EGALITE (dhimmitude) 

FRATERNITE (xénophobie et racisme)

 

22/08/2006

Visco, un esponente virtuoso di un governo fondato sui valori morali

Pantelleria
un giornalista è andato a contrada Nikà, oasi naturale, zona di massimo rispetto e massima allerta paesaggistica. Insomma lui passeggia e vede un finanziere che piantona una casa....e scatta qlch foto... poi uno spiazzo di cemento....e scatta altre foto....in un isola in cui non si può toccar nulla.....

Insomma è la storia della villa del Sior Visco e moglie. Storia abusiva. Il Ministro è stato condannato per ristrutturazione illegale....

Nei primi anni 90 i coniugi Visco acquistano la costruzione. Allora il viceministro era solo un esponente (ininfluente) del Pds, e la villa era poco più di un rustico! C'era anche un piccolo magazzino, quattro mura e un tetto in lamiera! Era venuto su alla buona, senza licenze...Non era abitabile. I Visco decisero di ristrutturare casa... e di allargarla un po'..... magazzino incluso! Trasformarono una cisterna e un ripostiglio in due stanze da 28 mq, ma nè loro nè l'impresario edile (Angelo Antonio Romano) chiesero la concessione edilizia al Comune e il relativo nullaosta alla Soprintendenza. Accorti del loro "errore" cercano i ripari....e che fanno? eh.... Chiedono di poter usufruire del condono varato dal primo governo Berlusconi. Il Comune dice no.... "questa roba qui proprio non si può condonare!" I Visco allora, chiedono la concessione in sanatoria..... ma la Soprintendenza ai beni culturali e ambientali di Trapani rispondono negativamente. Interviene anche Legambiente...e il tutto si complica, poi tocca alla Procura e per i Visco son guai!
Nel frattempo Visco diventa autorevole membro del governo D'Alema, quello che contro le case abusive mandava le ruspe, invece riuscì a legalizzare un po' di cemento abusivo. Ma il Pretore condannò i coniugi Visco a 20 giorni di arresto e 25 milioni di lire di ammenda pro capite. Pena sospesa e ordine di "remissione in ripristino dello stato originario dei luoghi a spese dei condannati". Appello e sconto di pena: 10 giorni di arresto e 20 milioni di ammenda. Resta l'ordine di abbatimento delle costruzioni abusive. Ricorso in Cassazione e condanna confermata il 22 giugno 2001. La pena è sempre sospesa perchè i coniugi sono incensurati. Son passati 5 anni ma a Pantelleria dicono altro...........
C'è un signore, proprietario di vari dammusi (così vengono chiamati i rustici....) che li affitta, ogni anno, a turisti. Questo signore è arrabbiato e dichiara "che cavolo vuole questo qui? E' arrivato, s'è fatto la villa, e ha pure bloccato il viottolo. E ora per raggiungere le terme ci vuole una mano del Padreterno!!" . Anni fa, c'era una stradina che dalla sommità della costa portava dritto giù in spiaggia e alle terme naturali: acqua calda che sgorga dal sottosuolo e si mischia con l'acqua marina. Il signore imbufalito, riusciva ad affittare i dammusi grazie alla presenza delle acque termali. Ma ora il viottolo è inaccessibile. Stradina chiusa al pubblico. Il viottolo era sempre sato privato solo che nessuno lo aveva fatto notare....ma è ancora un giallo...e tutto aspettando che il Comune si pronunci, o chi per lui, in merito. Fattostà che ora, chiuso il viottolo originario, ora per scendere bisogna fare una strada 4 volte più lunga, sotto il sole e sulle rocce. E sia che villeggianti che isolani non ne sono contenti. Poi il signore continua "Noi non possiamo mettere nemmeno un mattone, e lui s'è fatto la casetta al mare e s'è mangiato il viottolo". però...finanzieri a far la guardia 24 ore su 24, stradina sbarrata.....e tutto quel cemento! Il cemento in quell'isola è comparso da poco..... eh ma c'è chi può no?
Cmq c'è chi ricorda che la Cassazione aveva appena confermato la sentenza di condanna per i lavori di ristrutturazione ma i legali di Visco spiegarono come si erano svolte le cose: abusivismo? illegalità? mancanza di permessi? "la sentenza - dissero- riguarda l'assenza di autorizzazione ambientale per un casotto per le bombole a gas di modeste dimensioni per il quale non era necessaria alcuna concessione edilizia".......

Alla faccia del casotto........ho visto le foto......

Eh vedete come funzionano le cose?

Loro possono!

 

21/08/2006

La mattanza delle italiane (e degli italiani)

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Non vi é giorno senza che si legga sui giornali di uno stupro, di un'omicidio, di un'aggressione violenta commessa contro inermi cittadine/i italiani.

Nella stragrande maggioranza dei casi  i responsabili sono maghrebini, albanesi, romeni, ed altri immigrati vari.

Grazie ai bolscevichi, presto saranno italiani, cioé inespellibili, a carico indefinito della comunità nazionale.

Non che l'Italia manchi di delinquenti. No, ne abbiamo a bizzeffe. Da rivenderne.

Ma non abbastanza agli occhi di politici irresponsabili, incompetenti, ignoranti, incoscenti, egoisti, menefreghisti, che da anni autorizzano l'invasione legale del Paese da parte di gente senza arte ne parte, spesso criminali nei loro propri paesi di origine, che li spingono ad emigrare invece di spendere per  mantenerli in prigione.

Gente allo sbaraglio, senza lavoro fisso, senza domicilio decente, alla mercé di gente senza scrupoli che li fa lavorare in nero per meno della metà di cio' che dovrebbe realmente pagarli.

Gente che invade le nostre spiagge,le nostre strade, le nostre piazze per fare commercio illegale di merce contraffatta o rubata, il che in fondo é la stessa cosa, nell'indifferenza completa delle autorità.

Gente senza prospettiva, che vive di espedienti, e quindi spesso ricorre al furto ed alla violenza, o allo spaccio di droga per sbarcare il lunario.

In fondo molti di loro un lavoro vero neppure lo vorrebbero, gli puo' anche andar bene cosi', guadagno facile ed impunità.

Certo, ci sono tanti immigrati onesti e lavoratori, ma li si annega (é il caso di dirlo) in mezzo alla "racaille".Cosi' facendo si favorisce l'amalgama fra il grano e l'ortica.

La situazione esploderà. E' ineluttabile.

Chi pagherà per tanti errori commessi? I responsabili politici? La feccia?

Rassicuratevi, pagherà la gente comune, quella che si alza la mattina per andare a lavorare e che rischierà ogni giorno di piu' di farsi sgozzare, derubare, violentare.

Niente paura, la classe politica é la per preparare il prossimo indulto.

In fondo la morale catto-gauche caviar é questa, fai cio' che vuoi, distruggi, trasgredisci, ruba, basta pentirsi sul letto di morte.

Dio é misericordioso (come allah).

Dalemallah

 

I servizi italiani hanno intercettato una telefonata fra Osama Bin Laden e il presidente iraniano Ahmadinejad. Non trovandovi riferimenti né a illeciti relativi al campionato di calcio né a Silvio Berlusconi, i nostri magistrati hanno deciso di distruggere il nastro. Ne pubblichiamo qui integralmente il contenuto.
«Fratello Presidente, hai visto che finalmente abbiamo un governo europeo dalla nostra, in Italia?».

«Piano, fratello Osama. Ti sei dato da fare per far eleggere Zapatero ed è vero che è scappato subito dall'Irak ma adesso è durissimo sull'immigrazione».

«In Italia è diverso. Non solo vanno via dal'Irak ma chiamano quella guerra illegale».

«Però restano in Afghanistan». «Ma hanno confuso i loro militari dicendo che non dovranno sparare un colpo». «Certo: e bisogna ammettere che non si era mai trovato un ministro degli Esteri europeo disposto a passeggiare a braccetto con i capi dei nostri Hezbollah. Sul Libano, almeno possiamo stare tranquilli, anche se Prodi qualche volta sembra frenare».

«Ma, fratello Presidente, Prodi in politica estera non conta nulla, decide tutto D'Alema». «Del resto, sai, non è che Prodi mi preoccupi, di certo si opporrà alle sanzioni e ci lascerà costruire la nostra sacrosanta atomica in pace».

«E sull'emigrazione? Una meraviglia. Tra sanatorie, quote che saltano, cittadinanze e passaporti italiani dati più o meno a chiunque porteremo in Italia in pochi anni centinaia di migliaia, che dico milioni di fratelli fra cui troveremo certamente militanti fedelissimi».

«Non scherzare, fratello Osama, lo sappiamo che di militanti fedeli in Italia ne avete già molti».

«È vero, ed è un Paese benedetto da Allah, perché i giudici li lasciano fare e, se la polizia li arresta, trovano subito il modo di farli uscire. Ma, come ho già scritto anni fa, ride bene chi ride ultimo e per vendicare le sconfitte di Lepanto e di Vienna abbiamo bisogno di milioni di musulmani che emigrino in Europa. Non avremo bisogno di sparare un colpo, li prenderemo con la sola forza della demografia».

«Peccato che un imbecille di pachistano abbia rischiato di rovinare tutto ammazzando la figlia».

«Con il dovuto rispetto, fratello Presidente, qui vedo un po' di lassismo sciita. La nostra Legge è chiara: se la ragazza dormiva con l'infedele la morte per lei e ottanta frustate per lui. Piuttosto, dove sono le ottanta frustate?». «Calma, fratello Osama: qualche volta l'opportunità politica viene prima della Legge. Del resto, sia io sia tu non traffichiamo forse con la droga chiudendo un occhio sulla Legge?».

 «Forse hai ragione. In ogni modo abbiamo già mobilitato i musulmani moderati italiani[risata] perché dicano che uccidere chi pecca non è previsto dalla nostra Legge». «Una sciocchezza». «Certo, ma grande è l'ignoranza degli infedeli». «Ma i musulmani moderati non rischiano di confondere i nostri?». «Niente affatto: hanno già pubblicato un documento che paragona Israele ai nazisti». «Fratello Osama, lo sai che in cambio il governo italiano si aspetta che tu non organizzi attentati nel suo Paese?». «Purtroppo non posso garantirlo: ci sono tante cellule impazzite che ormai né io né te siamo in grado di controllare.

Dio protegga il fratello Dalemallah!». «Ma egli si dichiara ateo». «Il Profeta ha detto che ogni infedele che lavora per i credenti è un musulmano che non sa di esserlo».

La conversazione, naturalmente è immaginaria. Ma ogni riferimento a persone e fatti della politica italiana è tutt'altro che puramente casuale

 

Massimo Introvigne

 

20/08/2006

Avete detto Fascisti? No, Nazisti islamici!!

Continua il dibattito sui fascisti islamici. Oggi abbiamo intervistato Federico Punzi, titolare del blog Jim Momo. La discussione è aperta.

Io partirei dalle parole di Bush della settimana scorsa. Come le valuti?
Credo che nessun capo di Stato europeo avrebbe mai parlato con tale chiarezza. Sì, un elemento di chiarezza estraneo alla cultura politica europea di oggi. Bush ha utilizzato un termine appropriato per definire la minaccia terroristica, riempiendola del contenuto ideologico che porta con sé. Il paragone con il fascismo – anche se a mio avviso (e forse anche secondo De Felice) sarebbe più corretto parlare di nazismo – è molto evocativo e la politica deve servirsene per aumentare nelle opinioni pubbliche la consapevolezza del pericolo. Dietro la guerra asimmetrica c’è un’ideologia totalitaria che rischia di diffondersi in Medio Oriente e divenire un fenomeno di massa. L’Europa non è più quella di Schumann, Adenauer e De Gasperi. A parte Blair non ci sono leader che esprimono delle visioni politiche lungimiranti. Non è un problema d’identità e radici, come molti credono, ma di leadership, di assenza di progettualità politica e di modelli economico-sociali che non reggono più e soffocano il rinnovamento e l’affermarsi di nuove idee in ogni campo. I leader europei di oggi gestiscono il declino, accontentandosi di arrivare a fine giornata compiacendosi dei piccoli sgambetti reciproci, ma non scommettono sul futuro. Fa sorridere che da noi, a sentire l’espressione «fascisti islamici», qualcuno sia caduto dalle nuvole. Di fascismo-islamico si legge, si parla, si dibatte ormai da anni, tranne che in Italia, almeno non nei cosiddetti mainstream media che raggiungono la gran parte dell’opinione pubblica. In Italia le idee e le informazioni non circolano ed è un problema di democrazia. Il sistema mediatico è autoreferenziale, ridotto a una chat interna all’oligarchia partitocratrica. Detto questo, Bush pronuncia spesso discorsi molto convincenti: sul Nuovo Medio Oriente, sulla diffusione della libertà e della democrazia nel mondo come pilastro della nostra stessa sicurezza. Eccellente retorica pro-democracy, ma pochi risultati concreti e una politica, nel suo secondo mandato, di cui è difficile rintracciare il filo conduttore. Errori, contraddizioni, fallimenti d’immagine e l’inclinazione a prediligere o la forza delle armi, o la diplomazia tradizionale. La verità è che Bush non ha ancora scelto la politica del regime change nel paese dove più servirebbe per gli equilibri del Medio Oriente: in Iran. Per questo si fatica a scorgere il disegno complessivo della sua politica estera.
Il termine «fascisti islamici» annovera nel proprio copyright numerosi intellettuali di sinistra, alfieri dell’internazionalismo democratico wilsoniano. In Italia queste persone vengono dipinte come servi di Bush, e molto spesso mai prese in considerazione.
Vale il discorso di prima sull’informazione. In Italia si preferisce parlare, o, meglio, chiacchierare, piuttosto che studiare e pensare. Non sorprende che anche i temi più drammatici siano trattati superficialmente. Spesso vengono ridotti a carne da macello per le risse televisive. E’ un riflesso antropologico quello di snobbare i prodotti intellettuali, culturali, politici del mondo anglosassone. Un complesso di superiorità che nasconde una forma di provincialismo.
In Italia, mai ci sarà a sinistra un intellettuale come Christopher Hitchens. Il conformismo anti-americano ne impedirebbe la nascita. Concordi con me?
No, non sarei così drastico. Direi, piuttosto, che la sua voce non riuscirebbe a raggiungere l’opinione pubblica. E questo è un grave problema di assenza di democrazia.
Perché la sinistra italiana, se si escludono i Radicali e Gianni Vernetti, è così sorda alla tematica dell’espansione della democrazia?
I motivi sono molti. Ne citerò uno. In Italia non c’è una sinistra liberale, o liberalsocialista, blairiana per intenderci, se non in piccole sacche di resistenza. La sinistra in Italia è dominata dall’asse catto-comunista: ex-Dc, ex-Pci e sinistra orgogliosamente comunista. La terza componente ancora oggi rifiuta la democrazia liberale. Le altre due componenti non hanno ancora fatto pace con il liberalismo, il vero vincitore del XX secolo. Hanno una concezione etica dello Stato, la chiamerei clerico-solidarista. Gli ex Pci, in particolare, continuano a guardare alla politica estera con le lenti dell’anticapitalismo e del terzomondismo. Ai loro occhi l’espansione della democrazia equivale ancora all’imperialismo americano. E non si scordano di essere stati anti-imperialisti, anche se pronti a chiudere un occhio nel caso in cui l’imperialismo fosse quello russo. Inoltre, la logica di potere dei Ds è rimasta intatta: esercitare il potere con realismo, ma alimentare la propria base di consenso con i miti e i pregiudizi di sempre, rinunciando, in questi sedici anni trascorsi dalla caduta del Muro, alla sfida culturale che avrebbe reso moderna, democratica e liberale, anche la nostra sinistra.
Dall’analisi di Bush è chiaro che il terrorismo è un mezzo, dietro il quale si muove un’ideologia totalitaria e feroce. Se non si considera questo aspetto, assieme all’islamizzazione delle masse, sarà impossibile vincere il terrore. La strategia giusta per battere il terrore è prosciugare la palude della tirannia, che alimenta il jihadismo. Io la penso ancora così, dico che bisogna andare avanti su questa via con più coraggio.
Non dimentichiamoci che la guerra al terrorismo, alla fine, sarà vinta solo se prevarremo sul piano politico-ideologico. E’ essenziale che i popoli del Medio Oriente vedano il sistema di vita democratico come il più conveniente, capace di garantire al tempo stesso benessere, progresso e libertà. Hard power e soft power. Non m’illudo: anche il soft power suscita la reazione violenta dei fondamentalisti, che va battuta con le armi, ma è lo strumento più efficace per conquistare i cuori e le menti delle masse musulmane. Il confronto è ideologico. Dunque, non si gioca solo sui campi di battaglia o nelle operazioni di intelligence, ma anche nelle «Arab Street», con l’informazione, l’industria culturale, il processo di secolarizzazione dell’Islam, la creazione di una classe media, il sostegno aperto, pubblico, alle opposizioni democratiche. Insomma, dobbiamo utilizzare il nostro potente arsenale di armi di attrazione di massa, quello che alla fine permise al mondo libero di trionfare sul nazifascismo e sul comunismo. Mi pare che nulla in questo senso sia stato fatto dall’Europa e poco, ancora troppo poco, anche dall’amministrazione Bush, che mostra una preoccupante mancanza di sensibilità per queste politiche di “ingerenza”.
Come fermare l’atomica dell’Hitler di Teheran? Se l’America non prende l’iniziativa, con la tattica dello stop-and-go, Ahmadinejad raggiungerà il suo scopo in poco tempo.
Sull’atomica iraniana la penso come Ledeen, Kagan e Ottolenghi: c'è qualcosa che gli ayatollah temono ancor più dell'uso della forza. Il timore che il mondo libero eserciti tutta la sua forza d'attrazione di libertà e democrazia. Teheran si serve di agenti sobillatori e dei gruppi sciiti più radicali e violenti per far fallire il processo democratico iracheno, ma più che la guerra in sé, o la presenza di truppe occidentali, teme di ritrovarsi un paese confinante, di milioni di sciiti, retto da istituzioni democratiche, che possa esercitare un'attrazione irresistibile verso gli stessi iraniani. I paesi democratici dovrebbero cominciare a rivolgersi direttamente al popolo iraniano, a sostenere l'opposizione al regime, perché, come spiega Ottolenghi, la questione iraniana non è il nucleare in sé, ma la rivoluzione democratica, il rovesciamento della mullahcrazia: «Ci sono due conti alla rovescia in corso a Teheran: uno, molto veloce, è quello della bomba; l'altro, molto lento, è quello della rivoluzione democratica. Il dilemma è semplice: quali politiche adottare per rallentare il primo e accelerare il secondo, di modo che l'Iran arrivi al rovesciamento del suo regime, prima che il regime arrivi a produrre la bomba?». Robert Kagan è dello stesso avviso: «La nostra giustificata fissazione di impedire all'Iran di dotarsi della bomba ci ha in qualche modo impedito di perseguire un più fondamentale obiettivo: il cambiamento politico in Iran... Dobbiamo cominciare a sostenere il cambiamento democratico e liberale per il popolo iraniano». Nessuno vuole un Iran con la bomba, ma dipende anche da chi è al potere. Non ci spaventano Francia e Gran Bretagna, India o Israele, perché siamo portati a fidarci di governi democratici. Se l'Iran fosse guidato anche da «un imperfetto governo democratico» saremmo molto meno preoccupati. Potrebbe decidere di smantellare i programmi volontariamente, come Ucraina o Sud Africa, ma anche se non volesse, sarebbe «meno paranoico per la sua sicurezza». Per quanti è davvero intollerabile un Iran nucleare, ma al contempo vogliono fare di tutto per evitare un'altra guerra, non resta che investire tutte le energie, le diplomazie, l'intelligence e le risorse economiche, nella rivoluzione democratica. Strategia che ha il vantaggio di essere compatibile con gli sforzi diplomatici per rallentare i piani nucleari.
Chiudiamo con l’Onu. Dopo la risoluzione pasticcio 1701, abbiamo l’ennesima prova dell’inadempienza di questa organizzazione. Perché non trasformarla in una Lega delle democrazie, come disse a suo tempo in un suo libro Christian Rocca?
L’idea della Comunità delle democrazie, istituzione moribonda ma già esistente, fu di Bill Clinton. Da subito, in Italia, furono i radicali a crederci. Poi ci fu l’11 settembre. Pannella lanciò l’idea, rimasta tuttavia vaga, degli Stati Uniti d’Europa e d’America, per porre la democrazia, da promuovere all’estero e da monitorare a casa nostra, al centro delle politiche dei due continenti. Ma la proposta più convincente, di cui però non si sente parlare da un bel po’, rimane a mio avviso quella – avanzata da James M. Lindsay e Ivo H. Daalder, entrambi esponenti di punta della Brookings Institution, think tank di area democratica clintoniana – di una Alleanza delle Democrazie, una vera e propria alleanza, politica e militare, destinata a sostituire sia l’Onu sia la Nato. Dopo i primi segnali di interesse da parte dell’amministrazione Usa per una Lega delle Democrazie, il silenzio. Nessuno sviluppo, neanche per un altro progetto, che doveva camminare in parallelo, quello dei Caucus democratici all’interno dell’Onu. L’Europa in maniera cronica, ma anche gli Stati Uniti, sembrano disarmati di politiche.

 

I nazislamici dell'Ucoii spendono i petrodollari per seminare l'odio maomettano

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Se un gruppo di estrema destra o estrema sinistra avesse chiesto una pagina di un giornale per lanciare un messaggio farneticante che recita «Ieri stragi naziste, oggi stragi israeliane», certamente si sarebbe scontrato con un netto rifiuto. Agli estremisti islamici dell'Ucoii (Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia) è andata diversamente.
Perché gli estremisti islamici dell'Ucoii sono pienamente legittimati dalle istituzioni e dallo Stato, il loro presidente Nour Dachan siede in seno alla Consulta per l'islam italiano istituita dal ministero dell'Interno, affermano di controllare l'85% delle moschee e ritengono di essere i veri rappresentanti dell'insieme dei musulmani in Italia.

Non importa se è un'organizzazione che nega il diritto di Israele all'esistenza e ne predica la distruzione, che legittima il terrorismo palestinese e gli attentati in Iraq e Afghanistan contro le forze multinazionali, che mira a monopolizzare il potere tra i musulmani nostrani e a concorrere alla nascita della Umma, la nazione islamica ovunque nel mondo, in sintonia con la strategia eversiva e talvolta violenta dei Fratelli Musulmani.

Non importa se nell'inserto pubblicato a pagamento dal Quotidiano Nazionale l'Ucoii mira a consolidare agli occhi degli italiani un'immagine demonizzante e sanguinaria di Israele elaborando l'equivalenza «Marzabotto = Gaza = Fosse Ardeatine = Libano».

Non importa se in un comunicato del primo agosto scorso, commentando la strage di Cana, l'Ucoii afferma che «è il segno di un'ulteriore escalation criminale di uno Stato nato nella pulizia etnica, cresciuto e consolidato nella violenza e nell'ingiustizia e che, Iddio non voglia, finirà per essere la tragedia definitiva del suo stesso popolo».

Non importa se il presidente Dachan, contraddicendo i comunicati ufficiali dell'Ucoii emessi l'11 marzo 2004 e il 7 luglio 2005, ha sostenuto (articolo di Jenner Meletti su Repubblica del 18 agosto scorso) che gli attentati di Madrid e Londra sarebbero opera dei «servizi segreti che forniscono le armi e dettano gli orari». Così come sarebbe «una grande falsità» il piano per far esplodere simultaneamente una decina di aerei in partenza da Londra: «Volevano distogliere l'attenzione da ciò che sta succedendo in Libano e hanno inventato tutto, così i musulmani diventano il pericolo. (...) Negli aeroporti si fanno controlli pesanti e si dà fastidio ai passeggeri così imparano a odiare i musulmani».

Non importa se il portavoce dell'Ucoii, Hamza Roberto Piccardo, ha avuto l'ardire di scrivere al ministro dell'Interno Amato, il 12 agosto scorso, all'indomani dell'annuncio del fermo di una quarantina di islamici, che «non è così che si fa antiterrorismo, l'operazione è stata presentata dal ministero come di contrasto al terrorismo e l'aggettivo "islamico" si è sprecato per indicare l'ambiente in cui cercare i terroristi»; ammonendo Amato a dire «a chiare lettere che noi musulmani stranieri e italiani siamo risultati estranei, una volta di più, a ogni attività suscettibile di mettere in pericolo la sicurezza collettiva e l'ordine pubblico».

Per verificare la realtà dell'ideologia dell'odio, della violenza e della morte che anima l'Ucoii, al pari di Hamas e dei Fratelli Musulmani, basta dare in queste ore uno sguardo al sito gestito da Piccardo www.islam-online.it. Vi si può leggere il messaggio del 24 luglio della Associazione Islamica «Imam Mahdi», in cui si invitano «tutti gli uomini di buona volontà (...) ad adoperarsi per contribuire anch'essi a porre fine una volta per tutte al sedicente "Stato d'Israele", a questo incubo orrendo, a questo mostro immondo che si nutre di sangue innocente». O il messaggio dal titolo «La premiata impresa di pulizie israeliana», di Carlo Bertani, del 30 luglio 2006, ripreso da www.disinformazione.it, che inizia così: «Mentre in Italia ci trastulliamo fra un voto di fiducia e uno sciopero dei farmacisti, la premiata ditta Tsahal Mossad ha dato inizio alla pulizia etnica del Libano meridionale».

A noi non resta che prendere atto che oggi in Italia predicare e aizzare le masse a distruggere Israele è assolutamente lecito, che la stampa nazionale gratuitamente o a pagamento diffonde dei messaggi inequivocabilmente ostili al diritto all'esistenza di Israele. E che tutto ciò viene considerato libertà di espressione. Nonostante si tratti in realtà del fulcro dell'ideologia del terrore di cui tutti noi siamo testimoni e vittime. 
Magdi Allam
20 agosto 2006

 

COMMENTO: DISSOLUZIONE IMMEDIATA DELLA SEDICENTE CONSULTA ISLAMICA, QUINTA COLONNA DELL'ATTACCO MAOMETTANO ALLE DEMOCRAZIE OCCIDENTALI!!!!!

ISLAM=NAZISMO=BOLSCEVISMO=DANGER

18/08/2006

L'arroganza islamica secondo l'Ucooii

Dunque l'Ucooii s'è offesa perché nell'opera urgente e necessaria di prevenzione del terrorismo sono state fermate delle persone di religione musulmana.
Chiedo: noi cattolici ci siamo mai offesi, qualche autorità della Chiesa ha mai protestato perché in Italia come in Irlanda venivano fermate o arrestate persone - tutte battezzate dalla Chiesa Cattolica - accusate di appartenere alle Brigate Rosse o all'Ira e di avere sotto le insegne di quelle organizzazioni compiuto reati?
No, da cattolici abbiamo con grande dolore riconosciuto che quelle persone avevano violato leggi dello Stato ed erano perciò dei cattivi cittadini e dei pessimi cattolici.
Evidentemente, secondo l'Ucooii non possono esistere cattivi musulmani; evidentemente gli islamici sono autoreferenziali e al di sopra del bene e del male.
I rappresentanti dell'Ucooii sembrano proprio afflitti da quel pericoloso complesso di superiorità che caratterizza lo spregevole razzismo.
Non fa meraviglia che una parte del mondo islamico abbia guardato con simpatia ad Hitler e alla sua nefasta ideologia.

www.ilgiornale.it

L'esercito fantoccio di Siniora

BEIRUT — Ma chi lo dice che Israele ha perso? «Semplicemente non ha voluto vincere e ha lasciato credere al mondo arabo che l’Hezbollah è in grado di tenere testa al più forte esercito del Medio Oriente». Non ha paura di andare controcorrente il generale in pensione Wahebi Katisha. Maronita, 62 anni, ai vertici dello stato maggiore libanese sino al 1999, il generale Katisha parla da cristiano schierato che ha vissuto sui campi di battaglia tutto il periodo della guerra civile contro i palestinesi prima e contro le milizie sciite dopo. Ma il suo giudizio è anche quello di un ufficiale esperto, che si è fatto 10 anni di scuola militare in Francia e ha una profonda conoscenza delle tattiche militari Nato.
Generale come giudica la forza combattente dell’Hezbollah?
«Li conosco bene. Dal 1983 al 1989 ci siamo sparati contro nella regione di Beirut. Sono molto più disciplinati dei palestinesi e degli sciiti di Amal. Mi ricordo che erano l’unica milizia musulmana in Libano che fosse in grado di rispettare i cessate il fuoco. La loro motivazione religiosa li rende determinati, pericolosi. Ma attenzione, restano una piccola forza di guerriglieri, assolutamente incapace di condurre una vera guerra contro un esercito convenzionale».
Però sembra che siano riusciti a fermare Israele.
«Stupidaggini. Siamo tutti vittime della propaganda araba e della stampa occidentale, che si lascia sedurre dall’immagine dei guerriglieri-partigiani armati di mitra contro i Merkava di Golia. La verità è che, contrariamente a quello che si dice nel mondo arabo, Israele non aveva assolutamente alcuna intenzione di invadere il Libano. Ha provato a distruggere l’Hezbollah dall’aria, limitando al massimo l’impiego delle forze di terra. E non c’è riuscito, perché loro si nascondono tra i civili, si fanno scudo con i villaggi, gli ospedali, le ambulanze. Non hanno posizioni fisse, usano armi leggere. Sparano e scappano. Bastano due uomini per tirare qualche Katiuscia. Non hanno mai lanciato un’offensiva, non ne hanno i mezzi. Israele in due giorni avrebbe potuto arrivare a Tripoli. Semplicemente non ha voluto».
E ora, sarà in grado l’esercito libanese di controllare il Sud?
«Certo, nonostante la mancanza di elicotteri e di mezzi veloci per gli spostamenti. Abbiamo carri armati russi della Seconda Guerra Mondiale che si muovono a malapena. Ma tutto dipende dall’accordo politico a Beirut. Se il governo approva la missione all’unanimità, andrà tutto bene. Ma se l’Hezbollah decide di rompere la tregua e lanciare blitz contro Israele, allora il nostro esercito non è assolutamente in grado di fermarlo».
Si dice che il 60 per cento degli effettivi sia sciita, più fedele a Nasrallah che al governo Siniora.
«È vero e ciò costituisce un problema. È sempre stato un problema quello delle divisioni etniche (diciamo piuttosto RELIGIOSE), tanto che dallo scoppio della guerra civile nel 1975 proprio gli elementi più gravi del conflitto sono nati dal fatto che i nostri soldati obbedivano ai dirigenti nei campi opposti. Ricordo il 1976 come un anno terribile, quando i soldati cristiani si allearono alle Forze Libanesi dirette dai maroniti e invece drusi, sunniti e sciiti passarono al fronte palestinese. Lo stesso avvenne dopo l’invasione israeliana nel 1982».
Dunque anche oggi c’è il rischio che più della metà dei soldati si allei all’Hezbollah?
«Certo. C’è il rischio che la prossima guerra civile libanese inizi proprio dallo scontro tra i soldati nel momento in cui dovesse arrivare l’ordine di disarmare l’Hezbollah. Questa volta cristiani, drusi e sunniti potrebbero stare con il governo e gli sciiti con l’Hezbollah».
E gli ufficiali non contano nulla?
«In linea di massima seguirebbero le alleanze etniche e religiose interne. Oltretutto i nostri ufficiali più giovani, quelli che sono sotto le armi da dopo l’avvio dell’egemonia siriana nel 1990, sono stati educati alle scuole di guerra siriane, che si rifanno alla dottrinamilitare russa. Un sistema molto gerarchico, che premia l’obbedienza e la passività. La mia generazione si era formata negli anni Sessanta e Settanta sulla dottrina Nato, che esalta invece il giudizio individuale e la capacità di reazione dei singoli comandanti sul campo. Oggi non vedo la possibilità che i nostri ufficiali nel sud del Libano siano in grado di bloccare da soli il pericolo dell’anarchia e delle divisioni tra i soldati ».
Lorenzo Cremonesi
18 agosto 2006
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17/08/2006

Hina, uccisa dall'insegnamento islamico

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In ricordo di Hina, giovane e brava ragazza Pakistana, morta a causa dell'ideologia criminale coranica, come migliaia di sue coetanee uccise ogni anno in virtu' degli insegnamenti di un falso profeta, assassino, ladro e predone, analfabeta e pedofilo.

In archivio, vi é un articolo sui massacri misogini coranici in Pakistan, messo in linea qualche settimana fa...(02/05/06)un triste presagio!

http://valeursoccidentales.hautetfort.com/archive/2006/05...

 MA NON E' TUTTO! LEGGETEVI BENE QUESTO:

Centinaia tra donne e ragazze, così come un gran numero di uomini, sono state uccise, sembra per aver disonorato i propri parenti maschi. Anche una semplice asserzione è stata sufficiente per condurre al delitto d’onore. Il comportamento femminile considerato come disonorevole comprendeva relazioni extraconiugali presunte o reali, la scelta di un marito contro il volere dei genitori, la richiesta di divorzio. Alcune donne hanno dato disonore alla loro comunità perché erano state violentate. Attiviste per i diritti delle donne sono state in certi casi attaccate per il loro lavoro.
Jameela Mandokhel, una sedicenne mentalmente ritardata, è stata stuprata in marzo. Al suo ritorno presso la comunità di Kurran un consiglio tribale ha decretato che la ragazza aveva macchiato l’onore della tribù e le ha sparato, uccidendola. Il governo non ha intrapreso alcun provvedimento.
In aprile, Samia Sarwar, una ventinovenne che intendeva divorziare dopo anni di violenza domestica, è stata uccisa nell’ufficio della sua avvocata a Lahore da un dipendente della famiglia. Il tentativo della donna era stato considerato oltraggioso per la famiglia. In seguito la legale è stata accusata assieme all’omicida e pubblicamente minacciata di morte per aver ‘fuorviato’ Samia Sarwar.”

(...) Nel villaggio chiamato Meerwala, il dodicenne Shakoor viene sorpreso da alcuni notabili in flagrante delitto di “frequentazione abusiva”: ha osato intrattenersi con una ragazza di casta superiore. Nell’area tribale di cui abbiamo detto, vige la gerarchia delle caste, di matrice indù, ma viene, in genere, praticato l’islam dal quale deriva la famosa sharia che sarebbe, poi, il corpus legislativo costruito nei secoli dai vari califfi per rafforzare il proprio potere. In teoria la sharia deriva dalla Sunna e dagli hadith cioè la tradizione coranica e quel che ha detto e fatto il Profeta Maometto. In teoria, poiché spesso, per non dir sempre, si assiste al trionfo della manipolazione.
Breve: il ragazzino viene fermato dai notabili, affidato agli anziani del villaggio che stabiliscono che egli venga punito: con la sodomizzazione. Tanta orribile punizione non basta a sanare il resto sicché gli anziani del panchayat (il tribunale), sei giudici, decidono che tocca altresì a Mukhtiar riparare.
Mukhtiar ha diciotto anni, è una brava ragazza timorata di Dio, ottima insegnante coranica ma ha il torto di essere la sorella dello “sfacciato Shakoor”. La trascinano in piazza, le strappano la veste, la stuprano coram populo: quattro energumeni designati alla bisogna dal tribunale tribale. Lacerata e umiliata, Mukhtiar dovrà attraversare, nuda e sanguinante, tutto il villaggio prima di raggiungere la sua misera abitazione colma del pianto disperato della madre. (...)

Secondo gli ultimi dati della Commissione pakistana per la difesa dei diritti umani, in Pakistan ogni due ore viene violata una donna: nel Punjab la media sarebbe di quattro stupri ogni 24 ore mentre ogni quattro giorni si avrebbe una violenza di gruppo. Paradossalmente, nel 2001 la polizia ha ricevuto appena 320 denunce di altrettanti “reati sessuali”.

Non ricordo di aver sentito i direttori dei nostri giornali bellicisti, nè i nostri politici che hanno tanto a cuore libertà, diritti e democrazia, dopo l’adesione del Pakistan alla coalizione che ha attaccato l’Afghanistan, parlare di tutto ciò. Evidentemente gli oppositori politici Pakistani trovano celle più comode di quelle Irakene, oppure i Talebani avevano tecniche di stupro peggiori di quelle Pakistane.

http://italy.indymedia.org/news/2003/05/277629.php  (il colmo é che si tratta di un sito di mentecatti no-global, ma l'articolo emana da Amnesty International!)

Copto egiziano rifiuta di convertirsi all'islam: torturato ed ucciso

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Hani Sarofim Nasrala Issak, a soldier in the Egyptian army, was tortured and killed last week after refusing to convert to Islam.
Hani's family issued a statement about the incident. In translation, the statement says:
Our son, the soldier Hani Sarofim Nasrala, from the village of Rahmaneya Kebly in the city of Nag Hamadi of the Qena governorate, was a soldier in the southern sector of the city of Aswan. His unit number was 2152C33. We found him drowned in the Nile near the city of Nag Hamadi. Marks of torture covered the entirety of his body. Earlier, Hani had told his family that there were problems between him and the direct leader of his unit because Hani was a Christian. He also told his family that his leader used to molest and torture him in front of his peer soldiers. When his leader asked him blatantly to reject Chrisitianity and convert to Islam, Hani refused and told him he would notify the military intelligence. The leader threatened him saying "Ok Hani, I will settle things with you!" The leader subsequently arranged to kill Hani by sending him to a station near his village, at Nag Al-Ghaliz of the city of Nag Hamadi, in order to eliminate any suspicions about the plan. At that time, Hani was supposed to be on an official vacation of eight days, which would end on July 30th 2006. He also had two permissions for one other vacation, which would have finished on August 13th 2006, in case one of the two permissions got lost. An official report was filled at the Nag Hamadi police station under the number 5251 year of 2006.
http://lanternix.blogspot.com/